La Milano del futuro

L’Italia è da sempre considerata in tutto il Mondo una meta turistica dove andare almeno una volta nella vita. Il suo fascino risiede sicuramente nell’eccellenza del settore enogastronomico che ogni anno, tra produzione e turisti, rappresenta una fetta importante del pil nazionale. Un altro elemento attrattivo è quell’aspetto vintage del nostro paese rappresentato dai tanti elementi del passato storico. Le nostre città sembrano ancora quei gioielli dell’epoca rinascimentale, ma non tutte.

Uno sguardo in avanti

Anche chiedendo agli italiani stessi, c’è solo una città davvero moderna ed “europea”: Milano. Uno spartiacque importante è stato rappresentato dall’Expo del 2015, ma il processo d’innovazione portato avanti dalla città parte da prima. Dimenticatevi la città dei palazzoni grigi e tristi, la nuova Milano vuole essere ben altro.

È un cambiamento psicologico che si nota tra gli stessi milanesi, come sottolinea il critico Philippe Daverio: “I milanesi quando vanno in piazza Gae Aulenti sono fieri della loro città. Questo dimostra che negli ultimi vent’anni c’è stato un cambiamento non solo fisiologico ma anche psicologico di Milano. Quando furono completati i lavori del nuovo Piccolo Teatro, degli Arcimboldi o dell’università Bicocca, le persone reagirono con diffidenza. Oggi, al contrario, le inaugurazioni mettono di buon umore, i cittadini si mettono in coda volentieri per ammirare gli edifici. Finalmente siamo usciti dalla “damnatio memoriae” dell’architettura fascista ed è tornata la voglia di guardare al costruito con curiosità e interesse”.

Le nuove opere

Come già accennato, la vetrina mondiale dell’Expo ha spinto il comune ma anche molte aziende a investire per rinnovare intere aree cittadine. Il simbolo di questo restyling architettonico è rappresentato sicuramente dal nuovo quartiere di Porta Nuova, dove ha operato anche la carpenteria metallica Verona “Metal Point”. Qui sono sorti la maggior parte dei grattacieli che delineano il nuovo skyline milanese, tutti ad opera di grandi architetti e studi mondiali. Proprio la fama mondiale degli architetti sta richiamando anche appassionati e operatori del settore che vengono ad ammirare e studiare queste nuove opere.

Dall’ Unicredit Pavillion firmato da De Lucchi alla Torre Unipolsai progettata da Cucinella, si distinguono per le linee innovative ma anche per la perfetta integrazione con il quartiere e con le altre architetture. Oltre alle aziende, anche l’università Bocconi si sta muovendo per rinnovare completamente il suo campus a cura dello studio giapponese Sanaa che si occuperà della riqualificazione dell’intera area dove un tempo sorgeva la centrale del latte. Ad oggi inizia ad intravedersi un primo palazzo dalla pianta circolare, che sarà proprio quello destinato alle residenze universitarie: 300 posti accessibili a partire da settembre 2018, mentre entro la fine del 2019 saranno consegnati anche gli edifici per la Sda.

Riuscirà Milano a diventare locomotiva per l’innovazione anche delle altre città italiane?

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